REGOLAMENTO SULL’ORDINAMENTO DEGLI UFFICI E DEI SERVIZI

Approvato con deliberazione del Consiglio di Amministrazione n. 168 del 28/12/2010
CAPO I – PRINCÌPI GENERALI
Art. 1 – Criteri informatori
Art. 2 – Gestione delle risorse umane
Art. 3 – Relazioni sindacali

CAPO II – FUNZIONI DI INDIRIZZO POLITICO AMMINISTRATIVO
Art. 4 – Indirizzo e coordinamento – competenze del Consiglio di Amministrazione
Art. 5 – Funzionamento del Consiglio di Amministrazione
Art. 6 – Ordine del giorno e verbali
Art. 7 – Rapporti della dirigenza con gli Organi di governo

 

CAPO III – SISTEMA DI DIREZIONE
Art. 8 – Direttore
Art. 9 – Atti dirigenziali
Art. 10 – Graduazione delle posizioni dirigenziali e criteri di valutazione dei dirigenti
Art. 11 – Conferimento degli incarichi dirigenziali
Art. 12 – Valutazione dei dirigenti
Art. 13 – Revoca degli incarichi dirigenziali
Art. 14 – Comitato dei garanti
Art. 15 – Competenze del Comitato
Art. 16 – Astensione dei componenti
Art. 17 – Compensi
Art. 18 – Ricusazione dei componenti
Art. 19 – Modalità di elezione del rappresentante dei dirigenti
Art. 20 – Norma finale

CAPO IV – AREA DELLE POSIZIONI ORGANIZZATIVE
Art. 21 – Area delle posizioni organizzative
Art. 22 – Valutazione del personale dell’area delle posizioni Organizzative

CAPO V – DOTAZIONE ORGANICA E PERSONALE
Art. 23 – Dotazione organica
Art. 24 – Personale
Art. 25 – Incarichi a contratto
Art. 26 – Conferimento di incarichi a dipendenti da Amministrazioni pubbliche
Art. 27 – Disciplina di materie specifiche

CAPO VI – NORME FINALI
Art. 28 – Entrata in vigore. Abrogazioni

CAPO I
PRINCÌPI GENERALI

Art. 1
Criteri informatori

1. Il presente Regolamento disciplina l’ordinamento generale degli uffici e dei servizi dell’IPAB “I.S.A.C.C. (Istituto Servizi Assistenziali Cima Colbacchini)” di Bassano del Grappa (VI), nel rispetto dei principi fissati dalla legge e dallo Statuto.

2. L’organizzazione degli uffici e dei servizi è ispirata ai seguenti criteri:
a) distinzione tra le responsabilità politiche, di indirizzo e controllo, e le responsabilità gestionali;
b) autonomia e responsabilità della dirigenza;
c) pubblicità e trasparenza;
d) efficacia degli strumenti per assicurare l’imparzialità dell’azione amministrativa;
e) efficienza dell’azione amministrativa ed economicità nella gestione dei servizi;
f) flessibilità organizzativa, in coerenza con i principi generali di riforma della pubblica amministrazione e della disciplina del rapporto di lavoro;
g) valorizzazione delle professionalità, delle competenze e dell’impegno del personale per l’ottenimento del miglior risultato dell’attività lavorativa svolta;
h) dovere di comunicazione interna, valorizzando la partecipazione di tutto il personale;
i) coordinamento operativo ed informativo con le altre pubbliche amministrazioni.
Art. 2
Gestione delle risorse umane
1. L’Ente, nella gestione delle risorse umane:
a) garantisce le pari opportunità tra uomini e donne e la parità di trattamento sul lavoro;
b) cura la formazione, l’aggiornamento e le qualificazioni del personale;
c) valorizza le capacità, lo spirito di iniziativa e l’impegno operativo del personale ;
d) favorisce l’impiego di tecnologie idonee per utilizzare al miglior livello di produttività le capacità umane;
e) adotta iniziative atte a tutelare la sicurezza e l’igiene di locali ed attrezzature, nel rispetto ed in attuazione della disciplina di cui al d. lgs. n. 626/1994 e successive modifiche e integrazioni, al fine di garantire condizioni agevoli nel loro utilizzo;
f) tiene conto delle situazioni di svantaggio personale, sociale e familiare nell’utilizzo flessibile del personale, compatibilmente con le esigenze di servizio.

 

Art. 3
Relazioni sindacali

1. L’Ente garantisce lo sviluppo delle relazioni sindacali, nel rispetto delle modalità stabilite dalla vigente disciplina legislativa e contrattuale.

2. Le relazioni sindacali hanno l’obiettivo di contemperare l’esigenza di incrementare e mantenere elevate l’efficacia e l’efficienza dei servizi erogati alla collettività, con l’interesse al miglioramento delle condizioni di lavoro ed alla crescita professionale del personale.

3. L’Amministrazione stipula contratti collettivi decentrati integrativi per il personale, sulle materie, con le modalità ed entro i limiti stabiliti dai vigenti contratti collettivi nazionali di lavoro. I contratti integrativi sono negoziati sulla base degli indirizzi del Consiglio di Amministrazione e sono sottoscritti dal Presidente della delegazione di parte pubblica, previa autorizzazione del Consiglio medesimo.

4. La delegazione di parte pubblica è il soggetto interlocutore nelle relazioni sindacali. Essa esercita il proprio ruolo sulla base delle direttive formulate dal Consiglio di Amministrazione, secondo i modelli relazionali stabiliti dai contratti collettivi.

 

CAPO II
FUNZIONI DI INDIRIZZO POLITICO AMMINISTRATIVO
Art. 4
Indirizzo e coordinamento
Competenze del Consiglio di Amministrazione

1. Gli organi di governo esercitano le funzioni di indirizzo politico-amministrativo, definendo gli obiettivi ed i programmi da attuare ed adottando gli altri atti rientranti nello svolgimento di tali funzioni, e verificano la rispondenza dei risultati dell’attività amministrativa e della gestione agli indirizzi impartiti.

2. Gli organi di governo esercitano le competenze ad essi attribuite dalla legge. In particolare, il Consiglio di Amministrazione:
a) approva lo Statuto, i Regolamenti e le loro modificazioni;
b) determina i criteri generali di organizzazione degli uffici, dell’orario di servizio e di apertura al pubblico;
c) approva gli atti di programmazione del fabbisogno di personale, su proposta del Direttore;
d) approva il bilancio di previsione dell’ente e relative modificazioni;
e) approva il conto consuntivo;
f) determina l’eventuale indennità di carica per gli amministratori, nel rispetto dei limiti fissati dalla legge;
g) nomina il collegio dei revisori dei conti, secondo le modalità previste dalle disposizioni di legge in materia;
h) delibera in ordine alle variazioni patrimoniali, alla programmazione degli investimenti e dei lavori pubblici;
i) delibera in ordine all’accensione di mutui o prestiti;
j) decide l’istituzione di nuovi servizi, la modifica, l’esternalizzazione o la soppressione di quelli esistenti;
k) determina le tariffe per i servizi espletati dall’ente;
l) decide di stare o resistere in giudizio e le transazioni;
m) indica le priorità ed emana le conseguenti direttive generali per l’azione amministrativa e per la gestione;
n) stabilisce il trattamento economico della dirigenza, in attuazione della disciplina contenuta nei CCNL;
o) autorizza la dirigenza allo svolgimento di incarichi esterni;
p) assegna al Direttore le risorse per la gestione, a seguito dell’approvazione del bilancio di previsione;
q) nomina l’organismo indipendente di valutazione, qualora dovuto;
r) approva il documento di valutazione dei rischi, di cui al T.U. in materia di sicurezza sul lavoro, di cui al d. lgs. n. 81/2008 e successive modifiche e integrazioni, assegnando alla dirigenza le risorse necessarie;
s) approva il documento programmatico della sicurezza, di cui al d. lgs. n.196/2003 e successive modifiche e integrazioni, assegnando alla dirigenza le risorse necessarie;
t) affida i servizi di tesoreria ed Esattoria;
u) adozione di ogni altro atto previsto dallo Statuto dell’Ente o dal regolamento di Amministrazione.
Art. 5
Funzionamento del Consiglio di Amministrazione

1. Le riunioni del Consiglio di Amministrazione sono ordinarie o straordinarie. Le prime hanno luogo in epoche stabilite dalla legge per l’approvazione dei conti consuntivi e dei bilanci di previsione e per eventuali variazioni agli stessi. Le seconde hanno luogo qualora lo richieda il Presidente, ovvero su iniziativa scritta e motivata di almeno due Consiglieri.

2. L’avviso di convocazione delle sedute del Consiglio di Amministrazione è formulato in forma scritta ed è firmato dal Presidente. Esso deve essere trasmesso agli Amministratori almeno tre giorni prima della seduta ordinaria ed almeno ventiquattrore prima delle convocazioni d’urgenza. Si prescinde da tale formalità qualora nel corso dell’ultima seduta di Consiglio sia stata fissata la data della successiva convocazione. In tal caso viene comunicata con le modalità sopra indicate la data di convocazione ai Consiglieri assenti.

3. Per la validità delle riunioni non viene computato chi non può prendere parte all’esame ed alla votazione delle deliberazioni avendone un personale interesse, ai sensi dell’art. 15 della legge n.6972/1890 e successive modifiche e integrazioni.

4. Il Presidente del Consiglio di Amministrazione, direttamente o su richiesta di uno dei Consiglieri o del Direttore, può ammettere, durante la discussione, l’intervento, a fini informativi, di dipendenti, di consulenti o di esperti.

5. Le deliberazioni sono presentate al Consiglio di Amministrazione dal Presidente, in relazione alle esigenze di buon funzionamento dell’ente e sono illustrate dal Presidente medesimo, da un Consigliere da lui delegato o dal Direttore.

6. Non possono venir deliberati argomenti che non siano iscritti all’ordine del giorno, salvo che alla seduta non siano presenti tutti i componenti del Consiglio di Amministrazione e venga approvata all’unanimità la proposta in discussione.

7. Nel caso in cui debba essere trattato un argomento per il quale il Direttore abbia un interesse diretto, e comunque in tutti i casi nei quali questi debba abbandonare l’aula, il verbale viene predisposto dal Consigliere presente più giovane d’età.

8. Il Consiglio di Amministrazione delibera validamente a maggioranza dei presenti. Le votazioni avvengono per appello nominale, ovvero con voto segreto. Sono sempre a votazione segreta quando riguardano persone. A parità di voti la proposta si intende respinta e può essere riproposta in una seduta successiva.

Art. 6
Ordine del giorno e verbali

1. L’ordine del giorno degli argomenti da trattare in ciascuna riunione viene comunicato ai Consiglieri almeno 24 ore prima del giorno fissato per l’adunanza.

2. Ciascun Consigliere può proporre al Presidente uno o più argomenti da sottoporre alla discussione del Consiglio.

3. Il Consiglio all’unanimità dei componenti può discutere e deliberare su argomenti non iscritti all’ordine del giorno.

4. Qualora, nel corso della seduta, non vengano esauriti gli argomenti all’ordine del giorno il Consiglio può proseguire la discussione e completarne l’esame in altra data che dovrà risultare dal verbale. In tal caso vengono comunicati ai Consiglieri assenti e gli argomenti residui e la data della nuova convocazione.

5. I processi verbali delle adunanze del Consiglio di Amministrazione sono predisposti dal Direttore e devono essere firmati dallo stesso, dal Presidente e dai Consiglieri intervenuti. Qualora qualcuno degli intervenuti si allontani o rifiuti di firmare, deve essere fatta menzione nel verbale della seduta.

Art. 7
Rapporti della dirigenza con gli Organi di governo

1. La dirigenza concorre con attività istruttorie, di analisi e con autonome proposte, alla predisposizione degli atti di programmazione e di indirizzo generale.

2. L’attività di collaborazione di cui al comma precedente si svolge altresì in relazione a tutti gli atti di competenza degli organi di governo, per i quali i dirigenti sono responsabili della correttezza amministrativa e nella gestione.
CAPO III
SISTEMA DI DIREZIONE
Art. 8
Direttore

1. Il Direttore è responsabile della gestione finanziaria, tecnica ed amministrativa dell’Ente. E’ responsabile, in via esclusiva, dell’attività amministrativa, della gestione e dei relativi risultati.

2. Spettano al Direttore i compiti attribuiti dalla legge, ed in particolare l’emanazione e la sottoscrizione di tutti gli atti di natura gestionale, di rilevanza interna ed esterna. Negli atti contabili la sua firma è congiunta a quella del Responsabile dei servizi economico-finanziari. In particolare, il Direttore:
a) formula proposte al Consiglio di Amministrazione per il miglioramento o per il potenziamento dei servizi;
b) svolge le funzioni di capo del personale, esercitando ogni attività connessa al ruolo;
c) svolge le funzioni di responsabile del trattamento dei dati personali, ai sensi del d. lgs. n. 196/2003 e successive modifiche e integrazioni;
d) svolge le funzioni di datore di lavoro, ai sensi del T.U. in materia di sicurezza sul lavoro, di cui al d. lgs. n. 81/2008 e successive modifiche e integrazioni, con assunzione di responsabilità sulla base delle indicazioni contenute nel piano di valutazione dei rischi approvato dal Consiglio di Amministrazione e con riferimento alle risorse economiche, di personale e di attrezzature specificatamente destinate da parte del Consiglio di Amministrazione;
e) adotta tutti gli atti di gestione ordinaria del personale e di applicazione degli istituti contrattuali, ivi inclusa la stipula dei contratti individuali di lavoro;
f) indice le procedure selettive per l’assunzione di personale;
g) nomina e, di norma, presiede le commissioni giudicatrici delle procedure selettive;
h) autorizza il personale allo svolgimento di incarichi esterni;
i) cura la formazione e l’aggiornamento professionale del personale dipendente, sulla base delle risorse messe a disposizione dall’Amministrazione;
j) gestisce ogni fase nella gestione contabile delle entrate e delle spese;
k) procede all’espletamento delle gare per l’affidamento di lavori, forniture e servizi;
l) nomina e presiede, con facoltà di delega, le commissioni di gara.

3. Eventuali altre figure dirigenziali subordinate al Direttore operano in conformità al ruolo organizzativo definito nell’atto di conferimento del relativo incarico, ed in coerenza con le disposizioni legislative in materia, nonché sulla base degli indirizzi formulati dal Direttore.
Art. 9
Atti dirigenziali

1. Gli atti emanati dalla dirigenza assumono la denominazione di determinazioni, che sono raccolti in apposito registro annuale, della cui tenuta è responsabile il Direttore.

2. Le determinazioni sono immediatamente esecutive e sono pubblicate per 7 giorni consecutivi all’Albo dell’Ente.

3. Ogni determinazione è preceduta da apposita istruttoria tecnico-amministrativa, predisposta dai competenti uffici e sottoscritta per l’attestazione della regolarità tecnica. Qualora comporti impegno di spesa o diminuzione di entrata, il responsabile dei servizi economico-finanziari appone sull’istruttoria la propria firma per l’attestazione della regolarità contabile.

4. In caso di assenza o temporaneo impedimento del Direttore, la competenza sull’adozione degli atti viene demandata dal Direttore medesimo, di volta in volta, con atto motivato, adottato ai sensi di legge.

Art. 10
Graduazione delle posizioni dirigenziali e criteri di valutazione dei dirigenti

1. La graduazione delle posizioni dirigenziali è aggiornata qualora vengano istituite nuove posizioni dirigenziali, ovvero quando si determinano variazioni dell’assetto organizzativo.

2. L’organismo di valutazione propone la metodologia per la valutazione delle prestazioni e dei risultati dei dirigenti, anche ai fini dell’attuazione delle procedure previste dal vigente CCNL, in merito alla definizione dei criteri generali delle metodologie stesse.

3. L’organismo, in coerenza con gli obiettivi ed i programmi da attuare, determina i parametri di riferimento del controllo, che vengono preventivamente resi noti alla dirigenza.
Art. 11
Conferimento degli incarichi dirigenziali

1. Gli incarichi dirigenziali sono conferiti con deliberazione del Consiglio di Amministrazione, a tempo determinato, salvo rinnovo espresso e cessano in conseguenza del verificarsi di qualunque causa di cessazione del Consiglio di Amministrazione. I dirigenti esercitano comunque le funzioni di propria competenza fino alla loro sostituzione, ovvero al conferimento di un nuovo incarico sono fatte salve norme diverse previste dall’ordinamento.

2. Con il provvedimento di conferimento dell’incarico sono individuati l’oggetto dell’incarico e gli obiettivi da conseguire, nonché la durata dell’incarico. Contestualmente al provvedimento di conferimento dell’incarico viene definito il trattamento economico.

3. Gli incarichi sono rinnovabili. In caso di assenza o impedimento di un dirigente, si applicano le disposizioni vigenti in materia.

4. I dirigenti, ivi compresi i dirigenti eventualmente assunti a tempo determinato con contratto di diritto pubblico o privato, sono responsabili dei risultati dell’attività svolta dalle strutture alle quali sono preposti, della realizzazione degli obiettivi loro assegnati, della gestione delle risorse umane, finanziarie e strumentali loro affidate, nonché degli adempimenti di loro competenza.

Art. 12
Valutazione dei dirigenti

1. La valutazione delle prestazioni dei dirigenti tiene conto dei risultati dell’attività amministrativa e della gestione. La valutazione ha periodicità annuale e viene effettuata sulla base dei criteri stabiliti dalla legge.

2. La procedura di valutazione costituisce presupposto per l’applicazione delle misure di cui all’articolo 21 del d. lgs. 165/2001 e successive modifiche e integrazioni, in materia di responsabilità dirigenziale. In particolare, le misure di cui alla predetta norma si applicano allorché i risultati negativi dell’attività amministrativa e della gestione o il mancato raggiungimento degli obiettivi emergono dalle ordinarie procedure di valutazione.

3. Quando il rischio grave di un risultato negativo si verifica prima della scadenza annuale, il procedimento di valutazione può essere anticipatamente concluso.

4. La valutazione dei risultati dell’attività dei dirigenti spetta al Consiglio di Amministrazione, formulate sulla base del sistema di misurazione e valutazione della performance, adottato in conformità alle vigenti disposizioni legislative e contrattuali.

5. Il processo di valutazione è collegato alla definizione del trattamento economico accessorio, riferito alla realizzazione degli obbiettivi assegnati.

6. La valutazione dell’attività dirigenziale è comunicata al dirigente, il quale ha diritto ad un eventuale confronto con il Consiglio di Amministrazione.

7. In caso di valutazione non positiva, il Consiglio di Amministrazione dispone, in ragione della gravità della valutazione non positiva e delle conseguenze determinatesi, i provvedimenti previsti dal vigente CCNL per il personale dell’Area della dirigenza del Comparto “Regioni – Autonomie Locali”.
Art. 13
Revoca degli incarichi dirigenziali

1. Ai sensi della vigente disciplina contrattuale, la revoca anticipata dell’incarico rispetto alla scadenza può avvenire solo per motivate ragioni organizzative o per effetto dell’applicazione del procedimento di valutazione di cui all’articolo precedente.

2. Il mancato raggiungimento degli obiettivi, ovvero l’inosservanza delle direttive imputabili al dirigente, valutati con i sistemi e le garanzie previste dalla legge e dai contratti collettivi, comportano la revoca dell’incarico.

3. Prima di procedere alla definitiva formalizzazione di una valutazione non positiva, i risultati della valutazione formano oggetto di formale contestazione. L’Amministrazione acquisisce, in contraddittorio, le valutazioni del dirigente interessato, anche assistito dalla organizzazione sindacale cui aderisce o conferisce mandato o da persona di sua fiducia. La stessa procedura di contraddittorio viene attivata anche per la revoca anticipata dell’incarico di cui al comma 1.

4. La revoca dell’incarico comporta la perdita della relativa retribuzione di posizione, fermo restando quanto previsto dall’art. 21 del d. lgs. n. 165/2001.

5. Nel caso di grave inosservanza delle direttive impartite dall’organo competente o di ripetuta valutazione negativa, il dirigente, previa contestazione e contraddittorio, può essere escluso dal conferimento di ulteriori incarichi di livello dirigenziale corrispondente a quello revocato. Nei casi di maggiore gravità, l‘amministrazione può recedere dal rapporto di lavoro, secondo le disposizioni del codice civile e dei contratti collettivi

6. I provvedimenti previsti dai commi precedenti sono adottati previo conforme parere del Comitato dei garanti, che deve esprimersi entro trenta giorni; decorso inutilmente tale termine si prescinde dal parere.

 

Art. 14
Comitato dei garanti

1. Il Comitato dei garanti è un collegio perfetto, nominato con provvedimento del Consiglio di Amministrazione, costituito da tre componenti designati nel modo seguente:
a. un componente esperto designato dall’Ente;
b. un componente esperto designato dalla dirigenza dell’Ente;
c. un terzo componente, individuato di comune accordo fra una rosa di candidati presentati dai primi due.

2. Il Comitato è autonomo nell’organizzazione dei propri lavori.

3. Il Comitato dei garanti rimane in carica per tre anni e non è rinnovabile. Può essere sciolto con provvedimento del Consiglio di Amministrazione in caso di mancato ed ingiustificato rispetto dei termini assegnati, ovvero in caso di reiterate inosservanze di norme procedurali.

4. Il mandato dei componenti cessa in caso di intervenute modifiche normative dell’istituto.

5. Nel caso in cui, alla data della scadenza del Comitato, sia pervenuta una richiesta di parere, il Comitato resta in carica fino alla relativa pronuncia.

6. In caso di accoglimento di istanza di ricusazione, di astensione e di motivato impedimento di un componente del Comitato, si provvede all’integrazione dello stesso, con modalità analoghe a quello disciplinate dal precedente articolo.
Art. 15
Competenze del Comitato

1. Il Comitato esprime il parere sui provvedimenti di cui all’art. 21, del d. lgs. 165/2001 e successive modifiche ed integrazioni, entro 30 giorni dalla richiesta del Consiglio di Amministrazione.

2. Decorso inutilmente tale termine si prescinde dal suddetto parere.
Art. 16
Astensione dei componenti

1. I componenti del Comitato hanno l’obbligo di astenersi dalla decisione nei casi previsti dal c.p.c. per l’astensione dei magistrati.

2. Il componente del Comitato che rilevi un motivo di astensione riguardo ad un singolo caso lo comunica al Presidente entro la prima riunione convocata per il medesimo caso e viene sostituito dal supplente.
Art. 17
Compensi

1. Ad ogni componente esterno è attribuito un gettone di presenza, per ogni riunione, al lordo di oneri fiscali e contributivi nell’ammontare fissato dal Consiglio di Amministrazione.

2. Le funzioni di segreteria vengono svolte da personale incaricato dalla direzione.
Art. 18
Ricusazione dei componenti

1. Il dirigente può proporre la ricusazione di uno o più componenti del Comitato quando ricorra nei loro confronti uno dei casi di obbligo di astensione sopra citati ed essi non vi abbiano ottemperato.

2. In caso di ricusazione di un componente decide il Presidente del Comitato stesso.

3. In caso di ricusazione del Presidente del Comitato, sulla medesima decide il Consiglio di Amministrazione.

4. Il ricusato viene sostituito secondo le norme del presente Regolamento.
Art. 19
Modalità di elezione del rappresentante dei dirigenti

1. Sono elettori attivi i dirigenti con contratto a tempo indeterminato in servizio alla data delle elezioni.

2. Possono essere eletti solo dirigenti in servizio alla data delle elezioni.

3. Il quorum per la validità della votazione viene fissato nel 50% degli aventi diritto in prima convocazione, e in 1/3 in seconda convocazione.

4. Viene eletto chi ottiene il maggior numero di voti. In caso di parità viene eletto il dirigente con maggiore anzianità di servizio.

5. Nel caso in cui, dopo 45 giorni dalla data fissata per l’elezione, i dirigenti non vi abbiano provveduto, si intenderà come designato il dirigente con maggiore anzianità di servizio nell’Ente.

6. I dirigenti possono integrare, con decisioni assunte a maggioranza e regolarmente verbalizzate, le norme relative alle procedure di votazione.
Art. 20
Norma finale

1. Stante l’esiguità del numero di dirigenti presenti nell’Ente, l’Amministrazione ha facoltà di avvalersi del Comitato dei Garanti costituito presso altro Ente del medesimo Comparto contrattuale, ovvero di costituire con altri Enti del medesimo Comparto un unico Comitato, secondo le modalità e le condizioni che saranno definite tra le parti con apposita convenzione

 

CAPO IV
AREA DELLE POSIZIONI ORGANIZZATIVE
Art. 21
Area delle posizioni organizzative

1. I dipendenti appartenenti alla categoria D possono essere assegnati a posizioni di lavoro ricomprese nell’area delle posizioni organizzative, assumendone la responsabilità diretta di prodotto e di risultato.

2. Le posizioni di lavoro di cui al comma 1 sono identificate e valutate con atto del Direttore in base a criteri generali definiti dal Consiglio di Amministrazione, con le modalità previste dal CCNL. Il conferimento dell’incarico relativo all’area delle posizioni organizzative e la valutazione del risultato sono di competenza del Direttore.

3. Ai dipendenti di cui al comma 1 è attribuito il trattamento economico accessorio composto dalla retribuzione di posizione e dalla retribuzione di risultato, negli importi minimi e massimi stabiliti dal CCNL.

4. L’orario di lavoro dei dipendenti di cui al comma 1 non può essere inferiore a 36 ore settimanali. Ai medesimi dipendenti si applicano tutte le categorie dei permessi e le diverse forme di riduzione dell’orario previste dalla legge e dal CCNL, ad esclusione del recupero delle prestazioni di lavoro straordinario.

 

Art. 22
Valutazione del personale dell’area delle posizioni Organizzative

1. La valutazione dei dipendenti ai quali sono conferiti incarichi di posizione organizzativa è di competenza del Direttore, sulla base dei criteri previsti dai contratti collettivi

2. In caso di accertamento di risultati negativi, previa contestazione e contraddittorio da effettuarsi con le modalità previste dal CCNL, l’incarico può essere revocato anticipatamente rispetto alla scadenza.

3. L’incarico può inoltre cessare per rinuncia del dipendente interessato.

 

CAPO V
DOTAZIONE ORGANICA E PERSONALE
Art. 23
Dotazione organica

1. La consistenza e le variazioni della dotazione organica sono deliberate dal Consiglio di Amministrazione, entro i termini e con le modalità previste dalla legge.

2. Con gli stessi provvedimenti, ed in attuazione degli strumenti di programmazione e di bilancio, il personale viene assegnato alle strutture dell’Ente.

3. Nell’ambito degli indirizzi fissati dagli organi di governo, l’organizzazione e la gestione del personale assegnato alle strutture dell’Ente sono di competenza dei soggetti individuati negli atti di organizzazione.
Art. 24
Personale

1. I dipendenti con rapporto di lavoro a tempo indeterminato sono inquadrati nei posti previsti nella dotazione organica del profilo professionale di appartenenza.

2. Il rapporto di lavoro è disciplinato dai contratti collettivi nazionali di lavoro del Comparto delle Regioni e delle Autonomie Locali.

3. L’inquadramento, pur riconoscendo uno specifico livello di professionalità e la titolarità del rapporto di lavoro, non conferisce una determinata posizione nell’organizzazione dell’Ente, né tantomeno l’automatico affidamento di responsabilità delle articolazioni della struttura, ovvero una posizione gerarchicamente sovraordinata.

Art. 25
Incarichi a contratto

1. Il Consiglio di Amministrazione autorizza con propria deliberazione l’assunzione di dirigenti o di soggetti ad alta specializzazione con contratto a tempo determinato, in caso di assenza di professionalità analoghe all’interno dell’Ente. Tali contratti sono stipulati al di fuori della dotazione organica, in misura non superiore al limite percentuale, rispetto alla dotazione organica, stabilito dalla legge. I contratti di cui al presente articolo cessano di diritto in conseguenza del verificarsi di qualunque causa di cessazione del Consiglio di Amministrazione

2. Il trattamento economico, equivalente a quello previsto dai vigenti contratti collettivi nazionali e decentrati per il personale degli enti locali, è integrato dal Consiglio di Amministrazione, con provvedimento motivato, con una indennità ad personam commisurata alla specifica qualificazione professionale e culturale, anche in considerazione della temporaneità del rapporto e delle condizioni di mercato relative alle specifiche competenze professionali. L’indennità è comprensiva delle parti variabili della retribuzione, ed è collegata, per una parte predeterminata, ai risultati del lavoro prestato.

Art. 26
Conferimento di incarichi a dipendenti da Amministrazioni pubbliche

1. Nel caso di incarichi di collaborazione affidati a dipendenti di Amministrazioni Pubbliche è necessario acquisire preventiva autorizzazione dell’Amministrazione di appartenenza.

2. Per detti incarichi vengono osservate le vigenti disposizioni legislative, con obbligo di comunicare, all’Amministrazione di appartenenza dell’incaricato e al Dipartimento della Funzione Pubblica, l’incarico affidato e gli emolumenti corrisposti.

3. Con separato e specifico Regolamento sono disciplinati i criteri e le modalità per la presentazione delle richieste di autorizzazione, individuando i soggetti preposti al loro rilascio. Vengono inoltre definiti i casi di incompatibilità, che precludono il rilascio dell’autorizzazione medesima, nonché i criteri e le modalità di espletamento del servizio ispettivo.
Art. 27
Disciplina di materie specifiche

1. Al fine di consentire una gestione semplificata delle procedure che si dovessero rendere necessarie per eventuali modifiche o integrazioni, fermi restando i principi generali contenuti nel presente Regolamento, vengono disciplinate con specifico Regolamento le modalità di assunzione, i requisiti di accesso e le procedure selettive.

2. Previo espletamento delle procedure previste dai contratti collettivi, vengono disciplinate da specifici atti di indirizzo degli organi di governo, ovvero attraverso specifiche disposizioni di servizio del Direttore le materie inerenti l’organizzazione dei servizi aventi riflessi sul rapporto di lavoro, ed in particolare:
a) l’orario di servizio, l’articolazione dell’orario di lavoro ed i rapporti con il pubblico;
b) il rapporto di lavoro a tempo parziale;
c) la mobilità interna;
d) le ferie, le assenze, i permessi.

CAPO VI
NORME FINALI
Art. 28
Entrata in vigore. Abrogazioni

1. Il presente Regolamento entra in vigore dalla data di esecutività del provvedimento di approvazione.

2. Dalla data di entrata in vigore del presente Regolamento sono integrate tutte le precedenti norme regolamentari regolanti le medesime materie.